Fotogrammetria e Relitti

5 Novembre 2023
l'UJ2216, ex Eros di Sestri Levante. Elaborazione dell'autore.
l'UJ2216, ex Eros di Sestri Levante. Elaborazione dell'autore.

I relitti sono manufatti unici e delicati. Il mare non perdona e chi vi si immerge periodicamente può vedere come il decadimento sia generalmente  lento ma inesorabile.  Avere la possibilità di “congelare” lo stato di un vascello ad un certo istante del tempo ha un valore che può essere freddamente documentativo ma anche caldamente affettivo. Noi appassionati di relitti, mi metto anch’io tra quelli, non riusciamo a vederli come semplici pezzi di ferro, perchè ne conosciamo le storie, a volte le tragedie, di cui la vuota carcassa è l’ultima testimonianza rimanente. Lungi dall’essere “Res nullius”, noi sentiamo questi pezzi di ferro come “Cosa di tutti”, parte del nostro patrimonio comune e come tali degni di essere rappresentati documentati. Il racconto e le immagini tengono viva la memoria mentre quello che nessuno vede è presto dimenticato. 

Relitto Nasim. La posizioni in cui sono state scattate le fotografie. Elaborazione dell'autore.
Relitto Nasim. La posizioni in cui sono state scattate le fotografie. Elaborazione dell’autore.

Si, ma come ?

Come è possibile arrivare ad ottenere un modello tridimensionale di un dato oggetto? Pur non avendo l’obiettivo di spiegare nel dettaglio le tecniche, descrivere come lavorano questi tipi di software, credo possa aiutare chi legge a comprendere quali sono i vantaggi e i limiti degli strumenti utilizzati.

Si, ma come? Una risposta che si può dare  a questa domanda è “con un programma apposito”. Quando mi chiedono se è difficile arrivare a produrre la rappresentazione tridimensionale di un oggetto, anche un po’ per sdrammatizzare, rispondo: “E’ facilissimo, fa tutto il PC”, il che è vero , ma solo, in parte.

Il software da utilizzare può essere uno qualunque tra quelli disponibili sul mercato : “Meshroom” di Alice Vision che ha il pregio di essere gratuito,  “Metashape“di Agisoft, ,”Reality Capture” oppure “3DF Zephyr” di 3DFlow, che se non erro è sviluppato in Italia. 

Di questi, posso affermare di aver utilizzato con soddisfazione Meshroom e successivamente Metashape che utilizzo tutt’ora.

“Si, ma come?” Giusto, mi rendo conto che tendo a divagare.
Come scrivevo sopra, fa tutto il software.  “Si certo, ma come ?”

Lo vedremo nel prossimo articolo.

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