Attività subacquea adattata

10 Dicembre 2023

di Bianca Camiolo – per la sua tesi di laurea

Il giorno 24 novembre 2023 si è svolta, in occasione del progetto CGFS Prato – Trofeo Città di Prato, “Il movimento Paralimpico a Scuola” presso l’Istituto di Istruzione Superiore A. Gramsci – J. M. Keynes, una lezione di presentazione dell’attività subacquea adattata per persone non vedenti, tenuta da Luca Fiaschi e Danilo Malerba con la partecipazione di Martino Angelini.

Danilo, siciliano d’origine, ma fiorentino d’adozione da ormai 30 anni, a causa di una malattia alle retine che lo ha colpito da bambino, oggi è completamente cieco. Nonostante ciò, Danilo non si è lasciato scoraggiare dalla sua condizione e grazie alla sua spiccata curiosità si è avvicinato a numerosi sport adattati, alcuni dei quali gli hanno cambiato la vita in positivo. In primis fra tutti la pratica della barca a vela e la subacquea adattata.

I non vedenti, infatti, hanno la possibilità di partecipare a numerosi sport, fra cui lo sci (sia slalom che sci di fondo), la scherma, il nuoto, il baseball, la corsa, l’arrampicata ecc. e proprio grazie agli adattamenti che sono stati introdotti per rendere lo sport accessibile a chiunque (sia che qualcuno abbia una disabilità apparente che non apparente) possono, quindi, prendervene parte. Esistono diverse disabilità che possiamo raggruppare in 3 macrocategorie:

  • La disabilità motoria
  • La disabilità sensoriale
  • La disabilità cognitiva

ognuna delle quali ha prerogative e sfaccettature specifiche.

La subacquea per non vedenti è un tipo di subacquea adattata, che presenta caratteristiche del tutto simili alla subacquea classica e alcuni adattamenti specifici per subacquei ciechi.

Danilo e Luca hanno illustrato agli studenti e alle studentesse delle classi quinte presenti quelle che sono le regole della subacquea, l’attrezzatura che viene utilizzata (che hanno montato davanti ai ragazzi e alle ragazze) e quelli che sono gli adattamenti adottati durante le loro immersioni, per un’immersione gradevole e in sicurezza.

L’attrezzatura comprende, oltre alle pinne, alla maschera e alla bombola, anche il Gav (giubbotto assetto variabile) che permette (come dice il nome) di regolare e mantenere l’assetto in immersione a seconda della profondità e della volontà del subacqueo di risalire o scendere in altezza, e l’ “octopus”, un attrezzo costituito da 2 erogatori (uno utilizzato dal subacqueo e uno di emergenza), il manometro (che indica i litri di aria presenti e rimasti nella bombola) e un ultimo cavo che collega la bombola al Gav.

Sotto l’acqua non si va mai da soli, ma sempre in compagnia. L’acqua è un elemento e un ambiente diverso da quello che troviamo sulla terra ferma e situazioni di emergenza purtroppo possono accadere. Perciò è fondamentale poter contare sempre sul supporto di qualcuno. Questa è una regola che vale per tutti, indipendentemente che vi sia o meno una disabilità.

Il subacqueo cieco o ipovedente partecipa alla preparazione dell’immersione tramite le tabelle dell’immersione in lingua Braille. Queste tabelle sono state redatte da dei medici e consentono al subacqueo di capire e stabilire le tempistiche dell’immersione sulla base della profondità che vuole raggiungere; dopodiché si immerge, sempre con una guida che lo porta in giro adottando la cosiddetta guida a timone (se il braccio viene spostato in avanti si va avanti, se viene spostato di lato ci si dirige nella direzione indicata dal movimento dell’arto e così via…)

La comunicazione sotto l’acqua non avviene con la voce, perché la bocca è sempre occupata ad utilizzare l’erogatore per la respirazione; per cui esiste un linguaggio fatto di segni e simboli che prevedono l’uso delle mani che i subacquei utilizzano per scambiarsi le informazioni. Purtroppo, però una persona cieca non lo può usare, perché non vede quelle che sono le comunicazioni che gli arrivano dai compagni d’immersione. Luca e Danilo hanno perciò adottato un linguaggio che si basa su dei tocchi e prese specifiche in determinati parti del corpo, specialmente mani e braccia.

Ecco alcuni esempi:

  • Il disegno di un cerchio sul dorso della mano significa che l’accompagnatore vuole sapere la quantità di aria rimasta (fa riferimento ai valori del manometro),
  • Se viene toccato il palmo della mano si parla di profondità,
  • Se si tocca il polso si intende il tempo di immersione
  • Sfiorare le dita sul dorso della mano significa che l’accompagnatore ti sta per far toccare qualcosa, mentre se sfiora la punta delle dita significa toccare piano la cosa (alga, scoglio…)

Per quanto riguarda la comunicazione dei numeri e valori viene adottata questa comunicazione: la presa dell’avambraccio equivale a 50, mentre il tocco di un dito vale 10, quindi se sull’avambraccio viene eseguita una presa per 3 volte e poi vengono toccate due dita significa 170. (50+50+50+10+10= 170), questi sono riferimenti per il manometro.

Se invece si tocca l’avambraccio per i valori di tempo e profondità, ogni presa ha valore di 5.

Sicuramente una domanda che viene da porsi è la seguente: Perché un non vedente va sotto l’acqua?

La domanda è apparentemente molto semplice, ma la risposta è difficile. È vero, un cieco non potrà vedere i pesci che sono la principale attrazione di quando uno si immerge, ma Danilo ha spiegato questa sua passione come un’opportunità per esplorare un mondo nuovo senza ostacoli, fatto di cose nuove e da poter godere appieno tramite il tatto e il senso di libertà che le immersioni gli fanno vivere.

Luca Fiaschi

TRAINER FOR DIVERS WITH SPECIAL NEEDS
Dopo un incidente di un amico subacqueo la cui volontà era quella di tornare in acqua, mi sono messo a studiare quali potevano essere le possibilità per poter far fare la subacquea alle persone con disabilità.
Con la collaborazione di alcuni di loro abbiamo messo a punto dei sistemi specifici.
visita il sito: subacqueadattata.it
scrivimi: luca.fiaschi@libero.it

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